venerdì 2 dicembre 2011

Tempo

Riascolto per l'ennesima volta Take the Time, dei Dream Theater, come sempre senza fiato. Adoro il pezzo, nella sua profonda semplicità il testo è particolarmente significativo nei tempi che viviamo. Siamo abituati a correre, spendere energie seguendo un cammino che spesso è più imposto che scelto, senza la possibilità di poter guardare il baratro in cui ci gettiamo, impossibilitati a utilizzare le giuste imbracature per scendere nel pozzo nero che ci ritroviamo sotto.
La strada è tracciata, ma non la vediamo nemmeno, trascinati da quella stesso gregge che è l'umanità. Per vie traverse, noi siamo diventati il gregge di dio, ma di un dio distorto, profondamente sbagliato.
1984, George Orwell, un mondo dove non ci sono scelte possibili se non quelle di un gigantesco partito, dove le uniche informazioni sono quelle approvate, dove le uniche cose che si possono fare sono quelle che salvano l'apparenza di "normalità". Mica poi tanto lontano dalla nostra realtà...
Scenario simile nel capolavoro fummettistico, ben trasportato anche al cinema, V for Vendetta.
I grandi autori ci hanno sempre messo in guardia... Tutti lo dicono... Bisogna usare la propria testa, non seguire quella comune abitudine di non fare le cose perché non si fanno.
Per questo, fermiamoci, facciamo un bel respiro. Siamo unici o fotocopie?