mercoledì 12 marzo 2008

Freddo

Il freddo è tornato prepotente a far sua la notte. Questa sera il temometro segnava 4 gradi, una leggera brezza aumentava la sensazione di gelo con sottili folate come a voler graffiare la faccia. Basta coprirsi bene no? Una giacca, una berretta, un paio di guanti. Ma respiriamo, e il freddo pian piano si insinua dentro di noi. Occorre capire se quello che resta è un fenomeno atmosferico o emotivo. Perché quando geliamo dentro, allora è tutta un'altra storia. Per lo spirito ghiacciato e ormai spento non basta un bel maglione di lana. Neanche un bel bicchiere di cognac aiuta, almeno non in maniera definitiva. E' una condizione mentale, un circolo vizioso che non possiamo controllare facilmente, un turbinio di fiocchi di neve che se fosse fuori dalla finestra guarderemmo compiaciuti, ma che dentro è come uno sciame impazzito di api dai pungiglioni pronti a colpire là dove siamo più deboli. Al cuore.
Ma, come ogni stato emotivo, è reversibile. Certo star fermi a farsi seppellire non serve. Dunque scaviamo nella neve.

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