venerdì 2 dicembre 2011

Tempo

Riascolto per l'ennesima volta Take the Time, dei Dream Theater, come sempre senza fiato. Adoro il pezzo, nella sua profonda semplicità il testo è particolarmente significativo nei tempi che viviamo. Siamo abituati a correre, spendere energie seguendo un cammino che spesso è più imposto che scelto, senza la possibilità di poter guardare il baratro in cui ci gettiamo, impossibilitati a utilizzare le giuste imbracature per scendere nel pozzo nero che ci ritroviamo sotto.
La strada è tracciata, ma non la vediamo nemmeno, trascinati da quella stesso gregge che è l'umanità. Per vie traverse, noi siamo diventati il gregge di dio, ma di un dio distorto, profondamente sbagliato.
1984, George Orwell, un mondo dove non ci sono scelte possibili se non quelle di un gigantesco partito, dove le uniche informazioni sono quelle approvate, dove le uniche cose che si possono fare sono quelle che salvano l'apparenza di "normalità". Mica poi tanto lontano dalla nostra realtà...
Scenario simile nel capolavoro fummettistico, ben trasportato anche al cinema, V for Vendetta.
I grandi autori ci hanno sempre messo in guardia... Tutti lo dicono... Bisogna usare la propria testa, non seguire quella comune abitudine di non fare le cose perché non si fanno.
Per questo, fermiamoci, facciamo un bel respiro. Siamo unici o fotocopie?

domenica 27 novembre 2011

La vita è fatta di domande, molte delle quali restano senza risposta, nonostante i nostri sforzi, nonostante il tempo che dedichiamo a capire il senso di cose che apparentemente non ce l'hanno. Eppure, energie spese con costi molto più alti di quelli mai avremmo creduto, hanno bruciato tutto quello che avevamo dato, senza lasciare altro che cenere. Tempo perso, dietro a ombre sfuggenti in una notte senza stelle, senza luna.

sabato 26 novembre 2011

Radici

Cerco di non pensare al passato, pur consapevole che quello che sono lo devo ad esso. Ma inevitabilmente qualcosa, una frase, un film, una canzone, mi riportano il pensiero a ciò che è stato, a ciò che ero... Aprendo bruscamente gli schedari della mia memoria, buttando all'aria centinaia di pagine che rileggo cercando di rimettere a posto.
Momenti belli, momenti brutti... non so cosa capita sotto i miei occhi in questi attimi, di certo il bagaglio mi trascina in un mare di vite passate, a volte mosso, a volte calmo, a volte turbinante di emozioni... purtroppo la media è più negativa che positiva.
Sono pochi anni che riesco a gestire questi momenti, senza lasciarmi trascinare dalle onde del passato, senza che la corrente mi trasporti a suo piacere dove vuole, in un fiume impetuoso tempestato di scogli.
Ho imparato l'importanza delle cose, ho imparato a convivere con quello che ho passato, ho imparato a considerare il tutto come positivo, perché da ogni esperienza ho creato un tassello di me.

Siamo come alberi, le nostre radici devono scendere in profondità per darci l'appoggio, la forza, sufficienti a resistere anche ai colpi di scure che, inevitabilmente, arriveranno.

mercoledì 26 marzo 2008

Figli

Oggi per la prima volta da quando mi sono separato e sono entrato nel mio appartamento, i miei due bambini sono a dormire da me, nella loro camera che proprio oggi ho terminato di allestire (o quasi).
Che bella sensazione!

Di nuovo la sera poter dare la buonanotte senza che poi io me ne vada, come accade quando passo la giornata con loro ma poi li riporto dalla loro mamma... poter chiudere la porta della loro cameretta e poi andare io stesso a letto nella stanza accanto sapendo che loro sono lì. Con me.
Immaginavo che il rito della bipnanotte serale mi sarebbe mancato molto una volta uscito dalla casa in cui ho vissuto con loro e la mia exmoglie, ma non così tanto.
Le prime sere è stata dura, poi mi sono piano piano adattato alla nuova situazione.
Ma il piacere di questa serata rimarrà scolpito in me porfondamente.

giovedì 20 marzo 2008

Film del terzo millennio

Questa sera ho visto Alien Vs Predator Requiem... l'altro ieri Cloverfield... che dire, sono rimasto parecchio deluso, non tanto da AVP, dopo il primo episodio che era quasi una commedia, ma per Cloverfield avevo alte aspettative. Se non fosse per la novità di mischiare la ripresa "amatoriale" e la fantascienza, poco da dire. Storia vecchia, mix di vari film nella trama, storia d'amore, finale in sospeso in mezzo ad una catastrofe annunciata.
Alien invece è stato un film pieno di sangue, violenza, botte tra alieni rasta e teste oblunghe... I primi 2 capitoli di Alien e il primo Predator sono stati spazzati via dall'immondizia del nuovo corso cinematografico, che vuole zero storia e tanta azione unita ad effetti specieli e colpi di scena. Ma ormai anceh questi ultimi sono talmente attesi da risultare ampiamente anticipati dall'osservatore.
Ormai misurano i film solo da quanto può essere di effetto la pubblicità, con AVP sconsigliato alle donne incinte (in un certo senso a ragione, ma non esageriamo... solo quelle sensibili che magari un film così manco lo guarderebbero), cosa che mi ha ricordato hostel (altro film inutile) e i sacchetti per il vomito dati come gadget nelle sale americane.
Sensazionalismo, vero o pubblicizzato, che alla fine uccide il bello di un film che davvero ti inchioda alla sedia, che ti lascia qualcosa in testa ch non siano schizzi di materia organica, che alla lunga però rischia di abituarci alle cose brutte, anestetizzando parzialmente la nostra sensibilità...

Che sia voluto?

lunedì 17 marzo 2008

Lavoro

Oggi sono incazzato nero. Da venerdì ho scoperto che il mio attuale titolare non solo cambia idea su quello che dovrà essere il negozio che avrei dovuto gestire, ma mi vuol pagare 300 euro meno del pattuito.

Ma io dico, se non vuoi pagare una cifra, dillo subito no?
Così avrei detto di no subito anche io.

mercoledì 12 marzo 2008

Freddo

Il freddo è tornato prepotente a far sua la notte. Questa sera il temometro segnava 4 gradi, una leggera brezza aumentava la sensazione di gelo con sottili folate come a voler graffiare la faccia. Basta coprirsi bene no? Una giacca, una berretta, un paio di guanti. Ma respiriamo, e il freddo pian piano si insinua dentro di noi. Occorre capire se quello che resta è un fenomeno atmosferico o emotivo. Perché quando geliamo dentro, allora è tutta un'altra storia. Per lo spirito ghiacciato e ormai spento non basta un bel maglione di lana. Neanche un bel bicchiere di cognac aiuta, almeno non in maniera definitiva. E' una condizione mentale, un circolo vizioso che non possiamo controllare facilmente, un turbinio di fiocchi di neve che se fosse fuori dalla finestra guarderemmo compiaciuti, ma che dentro è come uno sciame impazzito di api dai pungiglioni pronti a colpire là dove siamo più deboli. Al cuore.
Ma, come ogni stato emotivo, è reversibile. Certo star fermi a farsi seppellire non serve. Dunque scaviamo nella neve.